01-07-2005
fonte: DiRadio
autore: Luciano Marcolin

LOME': FIORI SU MARTE

All’antica! Nel senso buono (anche se un filo nostalgico) del termine. Analogico non tanto per registrazione, del resto curatissima, quanto per attitudine, per predisposizione alla lentezza “pensata” del filo del discorso. Questi sono i Lomè (sta per Lost Memories), gruppo che sicuramente, a differenza di molti altri, prende maledettamente sul serio il fatto di fare un disco, di fare musica, probabilmente anche di fare concerti, nonché vivere in generale. Sapore di complessità, di ricerca, di sfida alle colonne d’Ercole della banalità. Alla maniera degli eroi indimenticati degli anni settanta. Un po’ progressive, quello più concreto, alla King Crimson), un po’ cantautorato, però fuori dalla stantia configurazione che ha preso con lo scorrere del tempo, il quale in queste cose ed in questo campo è, si sa, poco galantuomo. Quello che veramente impressiona, però, è la straordinaria voce del cantante, Riccardo Ruggeri, non tanto per qualità e quantità, peraltro assolutamente rilevanti, quanto per l’atmosfera che riesce a (ri)evocare. Il sapore leggendario di mastodonti come Demetrio Stratos, Kevin Coyne (a proposito: R.I.P.!), il primo Alan Sorrenti e compagnia straordinaria di atipici ed eresiarchi dell’ugola, usata come strumento a sé. Non a caso il Nostro, assieme al batterista ha vinto l’edizione 2004 del Premio intitolato al cantante degli Area. Un disco, insomma, molto accattivante e validissimo per originalità e testardaggine nel voler recuperare, con aggiornamenti misurati, la magia e la serietà dell’impegno che caratterizzava quel passato che i Lomè mostrano di amare di un amore incompromesso e gratuito come un dono.


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